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Ricette light, troppo buone per resistere. Il clafoutis con pesche e amaretti

La dieta drastica? In-fame!

Abbinamento ideale, connubio perfetto! Le pesche insieme agli amaretti sono davvero sublimi e dal gusto estivo e pieno, ma, siccome non voglio assolutamente influenzarvi nel giudizio, lascio a voi giudicare se e come questi due gusti si fondano (alla perfezione:) ) in questa ricetta. Ho pensato a questo dessert perchè il mio tiramisù pesche e amaretti è piaciuto molto, ho voluto quindi proporre un’alternativa leggera a questo dolce al cucchiaio, ecco che nasce il Signor Clafoutis, ve lo presento

Clafoutis pesche e amaretti                                circa 290 kcal per  persona

clafoutis pesche e amaretti

Ingredienti (per una torta da 26 cm di diametro)

  • 5-6 pesche
  • Succo di un limone
  • 60 gr di burro
  • 120 gr di zucchero
  • 3 uova
  • Due pugni di amaretti secchi sbriciolati
  • 1/4 di l di latte
  • Liquore all’amaretto per aromatizzare
  • 100 gr di farina
  • Mezza bustina di lievito
  • Zucchero a velo per guarnire

Come si procede

  1. Pulire le pesche,tagliarle a spicchi e le lascio macerare con limone e un cucchiaio di zucchero;
  2. Lavorare il burro ammorbidito con lo zucchero, quando si è formata una crema omogenea aggiungo le uova, un bicchierino di liquore e la “farina” di amaretti;
  3. Una volta ottenuto un buon impasto aggiungere a filo il latte e la farina setacciata con il lievito;
  4. Prendere una tortiera abbastanza larga (circa 26 cm di diametro), imburrarla e infarinarla. Versare il composto ottenuto e ricoprire la superficie con gli spicchi di pesche. In forno per 35-40 minuti a 180°.

Alcuni consigli

  • Il bello del clafoutis è che si può fare con un mare di frutti diversi, albicocche… ciliegie… susini. E fuori stagione è perfetta anche tutta la frutta sciroppata o le amarene!
  • Se volete provare un gusto diverso potete usare la farina di mandorle o di castagne al posto degli amaretti sbriciolati, sostituendo all’amaretto della grappa o del rum;
  • Se avete ospiti e volete fare una bella figura servitelo tiepido con una pallina di gelato alla crema o alla vaniglia… Buonissimo!

clafoutis pesche e amaretti

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18 thoughts on “Ricette light, troppo buone per resistere. Il clafoutis con pesche e amaretti”

  1. Ciao Maria, le tue ricette sono una vera tentazione; visto che avevo tutti gli ingredienti in casa, l’ho fatto oggi pomeriggio ma qualcosa non ha funzionato. Il composto è venuto troppo liquido: forse il latte era da mettere dopo la farina, solo per creare la giusta consistenza? Le uova le ho messe intere visto che non c’erano altre indicazioni. Per rimediare ho aggiunto 4 cucchiai di farina, il gusto è buono ma le pesche sono affondate e a vederlo è spugnoso. Comunque sia domani a colazione lo mangiamo. CLAFOUTIS ha un significato o è un nome di fantasia del dolce? ciao ciao

    1. Intanto Buongiorno Paola! Vedo che sei un’affezionatissima:) è perfetto che sia liquido, è la caratteristica di questo dolce (circa come l’impasto per le omelette) … l’unica cosa forse è quella di macinare bene a farina gli amaretti in modo che addensino. la sua densità, una volta cotta, è proprio spugnosa, il termine è corretto, è giusto così:) L’ho provata io prima di inserirla (la ricetta l’ho vista in un sito molto famoso di ricette e l’ho modificata solo un pochino per modificare il gusto). Non è che per il latte hai abbondato un poco? sarebbe solo un quarto di litro. Per quanto riguarda la frutta, è normale affondi (capita che mettano la frutta sotto l’impasto per questo motivo, poi sarebbe un po’ un disastro girarla però) per quello ho consigliato una tortiera bella ampia perchè così lo strato di impasto è sottile e la frutta esce per circa il 40%. 🙂 Buonadomenica e fammi sapere se è piaciuta!

      1. è piaciuta, circa metà è già stata mangiata , e siamo solo in 3 a casa. a presto. ciao

    2. Ah, dimenticavo:Il nome di questa torta che arriva dalla Francia deriva dal dialetto, ” clafir ” che significa guarnire, riempire. Secondo la tradizione il clafoutis veniva preparato con ciliege selvatiche intere, dal nocciolo profumatissimo ed era il pasto dei contadini, che lo portavano con sè nelle giornate di lavoro, mentre tagliavano e raccoglievano il fieno.

  2. Ciao carissima, il tuo blog mi è piaciuto tanto che ti invierò un premio, che potrai passare a ritirare sul blo “Frizzi e Pasticci” (http://cecieviola.blogspot.it/) tra un’oretta (tempi tecnici) …Sarei diventata anche tua folloer se ci fossi riuscita… Ciao, a presto! Cecilia

  3. ho fatto per ferragosto qualcosa del genere ma mi mancava il tocco finale degli amaretti che adotterò riproponendol la tua versione alla tribu’ di amici.

    sheramagrasssie 😉

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